14:25
L'ultima volta
L'ultima volta che potei sentire
il tuo odore di Mamma, fu quando
ti sollevai sul letto, abbracciandoti.
E Padre Pio stava alle pareti
come gli specchi alle nostre speranze.
Ricordo dalla finestra le arance
acerbe e i rami di un lembo di cielo
che tu, dal letto, fissavi serena.
Quei rami, più tardi, i tuoi occhi avrebbero
pianto, con pure lacrime di fiori.
postato da CarloBramanti 14:25 | commenti (33)
16:01
Fisso i tuoi abiti:
sono rimasto solo,
in un'altra vita.
postato da CarloBramanti 16:01 | commenti (3)
17:54
Eterno Amore
La mano della Luna:
non appena
è giunta,
sei salita sul palmo,
non piangere
m'hai detto...
Sotto un sole
fatato,
tenevi una calla
in mano,
incantevole sentiero
per una formica
smarrita.
Nascosto
ora è il sole,
non ha più magia,
e io sono uno sciocco:
una poesia, Mamma,
volevo scriverti
per renderti eterna...
Chi, come te,
ha amato di un amore
radioso, puro, sonante,
non ha bisogno
di poesie...
è neve
soffice, candida,
immacolata; è notte d'incanto,
dolce e trapunta
di stelle, suono
di festose campane;
è fiume lucente,
striscia d'argento
tra le parole
Eterno Amore.
postato da CarloBramanti 17:54 | commenti (4)
21:28
Il senso della vita
Il mio cuore
è un cimitero
di pensieri e sentimenti:
oltre le lapidi,
piene di poesie
e d'iris,
c'è un burrone
che nessuno mai ha visto.
Ogni giorno
cammino tra le foto,
cambio i fiori e le poesie,
ma quel burrone
rimane sempre lì,
e un eco di terrore
si sente,
tra le valli prospicienti
il mio vissuto
- mentre il fiume ancora svela,
con voce materna,
il senso della vita.
postato da CarloBramanti 21:28 | commenti (3)
21:28
Dentro quella vestaglia
grande e rosa
mi raccontavi,
con gusto, di cose
che mille volte
avevo udito,
ed era sempre bello
ascoltarti, Mamma, sempre:
ora che parli con la Luna,
e il letto è vuoto,
ora che il tavolo,
la sedia, i quadri,
sono orfani
del tuo canto,
nell'aria sferzante
tutto tace,
e ogni stanza
ha un animo
di gelido marmo.
postato da CarloBramanti 21:28 | commenti (3)
Non si vedono case,
nè volti.
Solo onde,
di petali gialli:
uno si stacca
dal fiore,
e vola lontano.
Dimentico il mio nome
su strade sterrate
che non ho mai percorso,
una goccia brilla immobile,
le splende
sui capelli dorati.
Mi sorride.
Se ha piovuto
io non lo ricordo.
postato da CarloBramanti 21:28 | commenti
21:40
Dove sei Mamma?
su questa coperta
di fiori rosa
non odo
che i miei sospiri,
e i tuoi pensieri
d'un tempo,
rivolti a me.
Il crocifisso che vegliava
il nostro sonno
adesso è spento
e dentro, di radioso,
non mi rimane
che il tuo sorriso,
perduto
tra i mandorli in fiore.
D'un tratto,
un dolce alito scuote
i rami:
pare nevichi...
Seppur fioca, mi basta
la luce della luna
per aprire il cancello
del cuore:
è notte,
e il sogno tanto atteso
mi condurrà
da te.
postato da CarloBramanti 21:40 | commenti (2)
15:22
Socchiudo il cancello
e salgo
mentre petali
di mandorlo
mi volano nell'anima.
Abbraccio una bottiglia
che brucia
le viscere,
e un dolore che sembra
irreale.
Qualcuno
ha goduto
della mia disgrazia:
povera stolta...
il tempo, Manuela,
non risparmia nessuno.
* * *
(haiku d'addio)
La tua voce
dolce ora è il vento, Madre:
bacio nel gelo.
postato da CarloBramanti 15:22 | commenti (3)
13:01
Addio Mamma.
Le ho toccato il viso.
Ho toccato quel sorriso gelido....sembrava serena; ho un unico sogno ora: raggiungerla.
***
Mi piace
questa stanchezza,
questo fluire
lento delle cose,
questa pace
che fa dolce
l'idea temuta
del viaggio.
Mi piace pensare
d'esser solo,
nella pienezza
del mio animo
-tra rose e latrati-
su vie che Dio
mai ha illuminato.
Sogno di non aver
bisogno di gridare,
non più,
d'esser tra le sue braccia
-il mio corpo
si fa culla,
estasi,
e a un passo, la falce
non ha ombra.
Sotto il cielo illune,
scosto la stoffa
del cappuccio
e, in quel buio
che temo,
c'è mia madre.
Mi sorride.
L'aria è gelida,
i rami bruni e spogli.
Attorno
non v'è che quiete.
questa stanchezza,
questo fluire
lento delle cose,
questa pace
che fa dolce
l'idea temuta
del viaggio.
Mi piace pensare
d'esser solo,
nella pienezza
del mio animo
-tra rose e latrati-
su vie che Dio
mai ha illuminato.
Sogno di non aver
bisogno di gridare,
non più,
d'esser tra le sue braccia
-il mio corpo
si fa culla,
estasi,
e a un passo, la falce
non ha ombra.
Sotto il cielo illune,
scosto la stoffa
del cappuccio
e, in quel buio
che temo,
c'è mia madre.
Mi sorride.
L'aria è gelida,
i rami bruni e spogli.
Attorno
non v'è che quiete.
postato da CarloBramanti 13:01 | commenti (10)
17:45
La malattia
è una stanza
stretta e buia
in cui non sei
più padrone
del tuo corpo
e medici fottuti
ti bucano
ti bucano
le braccia
e il cuore
medici senza
UMANITA'
per i quali
sei solo un numero
o un letto occupato
chiudi gli occhi
c'erano discese assolate
di arance e sorrisi
di corse col cane
tra mandorli fioriti
e una luce abbagliante
- TU - sui petali caduti
postato da CarloBramanti 17:45 | commenti (2)